Libano, Napolitano firma decreto
Subito la partenza dei soldati italiani
Sì unanime del governo al decreto legge che definisce l'impegno italiano nella missione Unifil e nei primi interventi per la ricostruzione del Libano. Ora il decreto passa nelle mani del presidente Napolitano che dovrebbe firmarlo a breve. Saranno circa 2500 i militari italiani impegnati e 186 milioni di euro la spesa per la missione fino a fine anno.
Già salpate e in rada poco fuori dai porti di Brindisi e Taranto le navi del primo contingente italiano per il Libano. Ma solo dopo il decreto ci sarà la partenza della missione. La portaerei Garibaldi è una delle 5 unità del gruppo navale insieme alla corvetta Fenice. A bordo anche gli equipaggi di volo: la portaerei può imbarcare fino 18 elicotteri EH101 e 16 cacciabombardieri Harrier Av8B.
Le altre tre navi sono delle unità da trasporto da cui sbarcheranno gli uomini e i mezzi del contingente terrestre, che comincerà a schierarsi nell'area di competenza. La San Marco ha caricato a Venezia una compagnia di Lagunari (120 persone), oltre ai mezzi anfibi da sbarco Aav7 dello stesso reggimento 'Serenissima'. A bordo pure i genieri del 3/o Genio Guastatori di Udine, che avranno tra i loro compiti quelli di ricerca e bonifica di ordigni esplosivi, la ricostruzione delle vie di comunicazione (con l'impiego di carri gittaponte) e, soprattutto, l'approntamento in brevissimo tempo di accampamenti per i militari.
Sulle altre due navi - San Giorgio e San Giusto, salpate da Brindisi - si trovano invece gli uomini del reggimento San Marco: si tratta dei fucilieri di Marina che, con i lagunari, costituiscono la neo costituita Forza di proiezione dal mare. Saranno loro, insieme a dei nuclei di Forze speciali, a schierarsi sul territorio: in tutto un migliaio di persone. Le 5 navi arriveranno venerdì davanti alle coste libanesi: lo sbarco dovrebbe avvenire a Tiro, nei cui dintorni si sviluppa l'area di responsabilità affidata ai soldati italiani, che dunque non è a ridosso del confine con Israele.

Stanziati 219 milioni di euro
Ai 186 milioni di euro approvati fino a fine anno dal governo andranno ad aggiungersi 30 milioni per la cooperazione ed altri fondi per la formazione del personale: lo stanziamento totale del decreto è di 219,5 milioni di euro. Una missione che si avvia, secondo gli auspici del Presidente della Republica Giorgio Napolitano, a raccogliere un ampio consenso in Parlamento, anche se dalla Cdl c'è ancora chi opera distinguo e Forza Italia avverte: fino al voto del Parlamento la responsabilità della missione è solo del governo.
"L'Italia ha dato il suo contributo a voltare pagina e continueremo ad essere in prima fila non soltanto con l'impegno militare, ma anche con l'impegno civile, politico e diplomatico perché inizi una stagione di pace e di sicurezza". Così il ministro degli Esteri Massimo D'Alema ha commentato le decisioni del Governo, auspicando che si apra "una fase nuova di lavoro dell'intera comunità internazionale perché in quella tormentata regione si avvii un processo di pace".
Dal canto suo il ministro della Difesa Arturo Parisi ha precisato i termini dell'impegno militare italiano: in una prima fase, prevista fra settembre e ottobre, "i militari saranno 2.496, di cui circa 1.000 destinati a un impegno a terra", ha spiegato. "Altri 800 saranno sulla Garibaldi, 600 sulle altri navi da sbarco, 116 sul pattugliatore". Nella seconda fase del dispiegamento, nei due mesi successivi, saranno impegnati invece 2.680 militari. "Di questi, 2.450 saranno a terra, 200 a bordo delle navi". "Nel secondo mese della seconda fase, l'impegno sarà quasi esclusivamente a terra", ha aggiunto Parisi.
Parisi ha anche spiegato che saranno "circa 600 i milioni che serviranno per il 2007", per finanziare la missione militare. Infine, ha annunciato che il generale italiano Fabrizio Castagnetti, che assumerà il comando strategico della missione Unifil a New York, "dovrebbe essere operativo dal primo giorno di settembre". L'alto ufficiale sarà affiancato da venti ufficiali italiani che saranno trasferiti con lui all'Onu.
Il saluto di Prodi ai militari: "Missione storica"
Dalla portaerei Garibaldi ancorata al largo di Brindisi, il premier Prodi ha salutato il contingente italiano in partenza per il Libano: "E' una missione delicata, di enorme portata storica". Rivolgendosi ai soldati, Prodi ha ribadito che le regole di ingaggio per la spedizione di pace sono "scrupolose, robuste, inequivocabili" e che sulla decisione c'è stata "la profonda coesione del Paese". "La missione che vi accingete a compiere è senza dubbio tra le più delicate e impegnative dalla fine della Seconda Guerra mondiale", ha fatto eco al premier il ministro della Difesa, Arturo Parisi, a bordo della Garibaldi. "Una missione che ho definito lunga, rischiosa, costosa, difficile - ha proseguito - e tuttavia doverosa".

